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Generatore automatico di poesie d’amore Le variabili indicizzate in Babylscript, attraverso un programma... romantico

Lo so, San Valentino è già passato da un pezzo, ma l’avvicinarsi della primavera mi fa uno strano effetto ed ho creato un programma che genera poesie d’amore. L’idea non è originale: addirittura sul primo computer della storia (il Ferranti Mark 1) è stato eseguito un programma che poetava. Primo Levi forse non lo sapeva quando scrisse “Il versificatore”, racconto di fantascienza che ipotizzava una macchina generatrice di poesie, pubblicato nella raccolta di suoi racconti “Storie naturali”, edita da Einaudi. Dal racconto di Levi è stato anche tratto uno sceneggiato televisivo, trasmesso dalla Rai il 17 febbraio 1971. Eccovi il programma da me realizzato in linguaggio Babylscript usando l’editor offline di Programming Basics:

poeta

Potete ricopiarlo ed eseguirlo, sempre usando l’editor offline di Programming Basics. Chi non volesse ricopiare il listato può scaricarlo. Bisogna comunque prima avviare l’editor e da questo aprire (attraverso il menu File) il programma Poeta.pbjs, per poi ovviamente eseguirlo. Il codice nelle stringhe \n (lo troviamo in diversi linguaggi di programmazione) serve per andare a capo, ma la vera novità di rilievo rispetto alle lezioni di Programming Basics sono le variabili indicizzate, chiamate anche vettori o (usando la lingua inglese) array. Sono esempi di questo tipo di variabili verso1, verso2, verso3 e verso4. Ognuna di esse contiene 6 stringhe alfanumeriche. Un variabile vettore può contenere, infatti, più elementi. Una modalità con la quale assegnare i valori alla variabile indicizzata è quella usata dal programma in questione, ovvero, per far contenere ad una variabile indicizzata tre stringhe:

nome_variabile = [“prima stringa”,”seconda stringa”,”terza stringa”]

Il primo elemento di ognuna delle variabili indicizzate usate nel programma Poeta.pbjs è una stringa vuota (“”), poiché il numero casuale generato attraverso il comando casuale(5) è un numero casuale intero tra 1 e 5. Non verrà mai generato il numero 0 ed il primo elemento di un vettore è indicato attraverso la seguente sintassi:

nome_variabile(0)

Non venendo mai generato il numero 0 la prima stringa di ogni variabile vettore non sarà usata dall’ultima riga del programma. Se volessimo generare, invece, un numero casuale da 0 a 4 potremmo usare il seguente comando:

casuale(5)-1

Usandolo al posto di casuale(5) non servirebbe più la stringa vuota nelle variabili indicizzate.

Massimo Messina

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