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Il giorno della memoria, 70 anni dopo

Si è tenuta ieri la cerimonia ufficiale del Giorno della Memoria dell’apertura dei cancelli di Auschwitz. Il campo di sterminio nazista fu liberato infatti, da parte dell’Armata Rossa, 70 anni fa, il 27 gennaio 1945. Nel campo di Auschwitz-Birkenau erano ieri presenti importanti leader politici mondiali. Il Museo di Auschwitz-Birkenau ha realizzato per l’occasione un sito Internet dedicato all’evento. Nel sito sono presenti i principali eventi transnazionali di questi giorni sullo sterminio nazista. Sul sito dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane è presente un calendario di eventi che si stanno tenendo in decine di località italiane, tra essi la celebrazione ufficiale della Camera dei Deputati.

L’Italia ha istituito il Giorno della Memoria nel 2000. Ciò fu voluto fortemente dall’allora presidente della repubblica Ciampi. La legge che l’ha istituito ha lo scopo principale di avere memoria collettiva sulle responsabilità italiane relative allo sterminio nazifascista. Vennero uccisi ebrei di ogni parte dell’Europa, rom e sinti (quelli che molti conoscono come zingari), testimoni di Geova, malati mentali, menomati, omosessuali, oppositori di vario colore politico, semplici oppositori dello sterminio senza alcuna ideologia particolare se non il rispetto della vita, militari delle forze avverse ai nazisti, ma anche dell’esercito regio italiano, che dopo l’8 settembre venne visto come traditore dell’alleanza con il regime di Hitler. Le responsabilità italiane iniziarono con la campagna razzista che portò all’approvazione delle disonorevoli leggi razziali di Mussolini del 1938, che secondo alcuni studiosi furono più dure di quelle tedesche e che precedettero quelle di altri Stati europei.

Shoah è il termine ebraico con cui si ricorda lo sterminio nazista e significa distruzione, catastrofe. Qual è l’attuale coscienza della Shoah in Europa? Secondo un rapporto della Fondazione Bertelsmann il 58% degli intervistati tedeschi (tutti maggiorenni) vorrebbe non parlare più della Shoah. Vi è poi un 35% degli intervistati che fa l’assurda equiparazione tra sterminio nazista e le politiche israeliane nei confronti degli arabi di Palestina (nel 2007 il dato era del 30%). Quale sia la situazione in Francia è ormai noto a tutti, dopo i recenti eclatanti sanguinosi eventi. L’antiebraismo, a 70 anni da Auschwitz, non si limita ai confini di un solo Stato, ma è un vero e proprio mostro che si aggira per l’Europa, parafrasando la famosa affermazione di Marx (che era anch’egli di origine ebraica). Il mostro (umanissimo, troppo umano nella sua disumanità) in questione, anzi, non si limita al nostro continente.

Tra gli eventi di livello transnazionale la mostra “The Forbidden Art”, presso la sede dell’ONU di New York. In essa è possibile ammirare venti opere realizzate da prigionieri dei campi nazisti. Nei social network vi sono state iniziative nel segno della memoria. L’hashtag ufficiale è #Auschwitz70 ed il museo di Auschwitz ha voluto condividere alcune immagini invitando gli utenti dei social network ad usarle per i propri profili in questi giorni. Per chi non ha potuto essere presente alla cerimionia ufficiale è stato disponibile lo streaming in diretta. Il museo ha pochi giorni fa reso disponibile un tour virtuale con foto panoramiche di alta qualità che mostrano i campi nazisti. È stata realizzata un’app, “70 Voices: Victims, Perpetrators and Bystanders”, disponibile sugli Store di Google, Apple ed Amazon, oltre che in un sito Internet. L’applicazione raccoglie le storie di 70 sopravvissuti allo sterminio nazista. Si può ascoltare una voce al giorno, per non limitare la memoria al 27 gennaio.

Massimo Messina