Crea sito

Intervista ad Angelo Bruno

charlie

È doveroso iniziare parlando dell’attacco terroristico alla redazione del giornale satirico francese Charlie Hebdo. Oggetto delle vignette satiriche del giornale è spesso la religione, non solo quella islamica, ma anche la cristiana. Un argomento, quello religioso, particolarmente sentito nella vita di molte persone. Qual è la Sua idea al riguardo? Ci può commentare questa vignetta, particolarmente gettonata in questi giorni?

«Sono triste per l’accaduto che ha colpito la libertà di espressione, oggi non possiamo più accettare che dei diritti acquisiti vengano pagati con del sangue. L’argomento è molto importante per essere racchiuso in poche parole però sono davvero provato dall’accaduto e credo che tutti dovremmo riflettere a fondo. Lei mi chiede di dare un mio giudizio sulla vignetta che fa satira sulla religione cattolica, le dico da uomo prima ancora che da cattolico che da appassionato di letteratura apprezzo pure la satira ma non amo le esagerazioni e gli estremismi.»

Lo slogan Je Suis Charlie è stato usato anche da molti italiani (e da molti valguarneresi sui social network, come facebook) per solidarizzare con le vittime dell’attentato. Ma l’Italia è al 49° posto nella classifica internazionale sulla libertà di stampa, ultima nell’ambito dei paesi democratici, dietro a paesi come Trinidad e Tobago (43°), Romania (45°) e Nigeria (48°). Quali sono secondo Lei le cause? Come giudica la stampa locale?

«In Francia sono stati uccisi dei giornalisti che hanno avuto il coraggio di esprimere la propria opinione. Nelle ore e nei giorni successivi in tutto il mondo, Italia compresa, con molta ipocrisia si è continuato ad “uccidere” quei giornalisti francesi usati da molti come spot o come scusa per giustificare l’intolleranza verso culture diverse non ammettendo che ancora oggi viviamo in una società rigida e avversa al diritto di satira e di integrazione. Viviamo in una mondo che continua a censurare giornalisti, comici, scrittori e liberi cittadini perché “osano” pensarla in maniera diversa. Prima di sposare lo slogan Je suis charlie mi piacerebbe vedere italiani coraggiosi che in nome della libertà siano pronti a denunciare, tutti i giorni, ogni tipo di censura; solo così i giornalisti francesi non saranno ennesime vittime dimenticate e il nostro paese lascerebbe quel vergognoso 49° posto. Nota positiva invece sulla stampa locale, tra tutti Valguarnera.com, che è diventata fonte e voce dei cittadini valguarneresi.»

Lei si è pubblicamente schierato dalla parte dei 42 dipendenti comunali precari del Comune di Valguarnera che da più di 24 anni aspettano una stabilizzazione mai avvenuta, dichiarandosi «pronto a trovare una soluzione al problema attraverso il dialogo con le altre forze responsabili del consiglio comunale». Ma la situazione dei dipendenti comunali a Valguarnera risulta ad ogni modo anomala, come sottolineato in questo blog. In Sicilia i numeri sono questi: 10,61 impiegati comunali per ogni 1000 abitanti. Per avere una idea, le regioni italiane più virtuose, come il Veneto e la Lombardia, hanno rispettivamente 5,74 e 6,29 impiegati comunali per ogni 1000 abitanti. La realtà valguarnerese è negativamente abnorme finanche in relazione ai dati siciliani. Ciò tradisce evidentemente una politica clientelare a danno dei contribuenti.

«Sì, mi sono schierato e continuerò a farlo dalla parte dei 42 precari. È vero la nostra è una situazione anomala, che tra l’altro riguarda molti comuni della Sicilia, ma non possiamo abbandonare questi lavoratori. Le colpe di anni di politica non responsabile non possono pagarla cittadini che 24 anni fa hanno trovato un posto di lavoro e per i seguenti anni sono stati merce di scambio per i politici di turno. Parliamo di persone e soprattutto di famiglie e non di numeri. Non permetterò a nessuno di strumentalizzare la questione in campagna elettorale, non sono un populista e per tanto penso a risolvere il problema piuttosto che pensare ai 42 lavoratori come peso per i contribuenti, siamo una comunità e da tale dobbiamo comportarci. Non lasceremo nessuno indietro, e questa non è una promessa ma una certezza.»

rotond

Una delle tavole del progetto rotonda in Piazza Garibaldi

Parliamo dell’attuale amministrazione comunale e della giunta Leanza. Ogni suo intervento è oggetto di polemica. A cominciare dalla rotonda in Piazza Garibaldi, la cui installazione cade sul ciottolato artistico della discesa di S. Giuseppe e sembra non tener conto sia di una topografia che non consente un adeguato andamento plano-altimetrico da parte delle automobili, sia di un evidente conflitto con un significativo flusso di pedoni e di utenze deboli.

«Chi fa politica e soprattutto ricopre un ruolo di amministratore deve essere pronto a raccogliere istanze e critiche (costruttive) da tutti i cittadini. Nel caso della rotonda sita in piazza Garibaldi sorrido perché penso a tutte le battute, spesso simpatiche che hanno tenuto banco nelle scorse settimane e pure per le prime confusioni dei guidatori (me in primis). Non posso dare un giudizio sull’urbanistica in quanto ancora si tratta di una prova ma dal punto di vista funzionale, da guidatore prima ancora che da politico, credo non sia cosi male e pare funzionare. Avrei valorizzato maggiormente la piazza che pur apprezzando gli sforzi dell’amministrazione non vedo tanto cambiata. Se dovessi dare dei voti non avrei dubbi: una buona sufficienza per essere riusciti a eliminare il parcheggio selvaggio nella piazza e una grave insufficienza per il mancato confronto con il consiglio comunale che avrebbe dato sicuramente il proprio contributo.»

Anche i finanziamenti alle associazioni sportive sono stati oggetto di critica. Pare che questi abbiano un canale preferenziale verso l’ASD valguarnerese (che è l’unica ad averne ricevuti). È nota la vicinanza, anche parentale, dei dirigenti con gli amministratori, e in particolare con l’assessore allo sport Giuseppe Profeta, recentemente criticato in questo blog dal presidente dell’associazione sportiva “Valguarnera 2010”, Arcangelo Santamaria.

«Se quando da voi supposto dovesse corrispondere a verità la gravità dell’azione richiama immediatamente le dimissioni dell’assessore, il quale avrebbe peccato di immensa ingenuità politica. In un momento storico in cui tutti i cittadini rivolgiamo particolare attenzione all’operato di chi ci amministra è ripeto estremamente ingenuo commettere queste azioni. Se questa situazione non verrà smentita dall’assessore, come mi auguro faccia al più presto, e dovesse trovare riscontro le poche cose fatte dallo stesso durate il suo mandato verrebbero completamente offuscate. Concludo dicendo che l’associazione che avrebbe ricevuto il finanziamento non ha nessuna colpa dell’accaduto, anzi potrebbe risultare vittima di imbarazzo; allo stesso tempo mi sento di essere solidale con l’associazione “Valguarnera 2010” e tutte le altre associazioni sportive.»

Sono prossime le elezioni amministrative. Come giudica una possibile entrata in giunta del m5s, unico movimento politico a non avere ancora rappresentati nelle istituzioni comunali?

«Guardi, lasci giudicare i cittadini valguarneresi, tra pochissimi mesi lo faranno scegliendo i propri rappresentanti. In ogni caso giudico positivamente che ci siano diverse forze che lavorano per costruire la propria lista, quindi non ho alcun problema ad augurare al m5s i migliori auguri di buon lavoro.»

La sezione valguarnerese del PD si avvia alle primarie con la candidatura ufficiale di Giuseppe Interlicchia. Qual è la sua opinione?

«Il Partito Democratico valguarnerese è agonizzante, o meglio quello è il partito dell’ossesione per le tessere e dei guardiani delle direttive provinciali, un partito che è destinato al de profundis che tutti i cittadini liberi suonerano il giorno dopo le amministrative di Maggio. Il partito democratico è altro. Con il mio gruppo, e con mio intendo il gruppo che rappresenterò con la mia candidatura al consiglio comunale, abbiamo provato a cambiarlo ma non siamo stati ascoltati. A Giuseppe Interlicchia, se pur buoni avversari politici, per quel rispetto mosso da una nostra vecchia amicizia gli auguro di condurre una serena campagna elettorale, auspicando una sua partecipazione a primarie che non siano di facciata.»

Ci vuole parlare del Suo gruppo politico in vista delle prossime elezioni amministrative? Da quali istanze nasce? Da chi è costituito e chi sarà il suo candidato sindaco? Quali sono i suoi principali punti programmatici?

«Come lei può immaginare creare una squadra che possa essere vincente alle elezioni ma soprattutto capace di realizzare il programma con il quale si presenta ai cittadini rappresenta una momento delicato. Non appena i tempi saranno maturi la squadra nella sua interezza, e non certamente solo io, sarà pronta a comunicare agli elettori e confrontarsi con loro in vista dell’importante appuntamento elettorale. Però posso anticiparle che ci caratterizzano l’onestà, la trasparenza, la disponibilità e la competenza.»

I primi tre provvedimenti che attuerebbe qualora fosse eletto.

«Proporrò se eletto: 1) Rilanciare la cultura e lo sport attraverso un processo di partecipazione che coinvolga l’intera comunità, supportato dall’importante attività delle associazioni.Tra le nostre eccellenze spiccano associazioni importantissime (Don Milani, Francesco Lanza, Avis, Valguarnera 2010, A.S.D. Pro Sport 85 e molte altre) che sono fiore all’occhiello di una comunità che vuole rinascere. Oggi hanno bisogno di un vero sostegno e non di un semplice patrocinio comunale. 2) Riconsegnare ai cittadini il proprio paese attraverso spazi e sedi pubbliche non solo per privilegiati, scuole non più precarie e biblioteche vere. Un Comune che usa le risorse che possiede senza sprechi, che si riconverte alle energie rinnovabili e alla raccolta differenziata. Finalmente una politica che veda l’Europa come una possibilità e non come un limite. 3) Dedicare maggiore attenzione alle politiche sociali, cercando di favorire e/o integrare il complesso delle politiche pubbliche dirette a migliorare le condizioni di vita dei cittadini, rivolgendo particolare attenzione alle categorie più deboli e quindi bambini, anziani e indigenti, nessuno deve restare “indietro”.»

vicere

De Roberto, I Viceré

In conclusione, alcune domande personali: come mai ha scelto di fare politica? Chi sono in politica i suoi modelli di riferimento? L’ultimo libro letto?

«Mi ispiro a quel grande modello che mi ha insegnato e trasmesso i sani valori tipici di un uomo di centro sinistra, l’importanza dell’onestà, la cultura come arma di libertà, il rigore morale e il valore degli ideali. Un uomo che si è fatto da solo e che oggi deve ringraziare solo se stesso per i risultati ottenuti, libero come pochi nel suo impegno sociale e politico. Da lui ho ereditato oltre all’amore per la cultura pure la passione politica. Per me non sarà affatto un limite in politica essere “il figlio di”, perché non posso che essere onorato di avere un padre come Mario Bruno. Per finire l’ultimo libro che ho letto è un regalo della mia fraterna amica Francesca, un classico che rileggerei altre 100 volte, I Viceré di De Roberto.»

Intervista a cura di Carmelo Vella

 

3 comments on “Intervista ad Angelo Bruno
  1. Caro Sig. Carmelo Vella, ho letto attentamente l’intervista, specialmente la parte che coinvolge la ASD Valguarnerese, di cui mi pregio di essere socio e segretario.
    Devo muoverle qualche appunto.
    Lei dice testualmente che il presidente della Valguarnera 2010, in una intervista al vostro blog si è lamentato dell’assegnazione alla Asd Valguarnerese di un contributo e che tale contributo sia stato erogato per la vicinanza politica e/o parentale tra i dirigenti della Valguarnerese e i membri della giunta comunale. Ora, premesso che mi sono letto l’intervista del presidente Santamaria al vostro blog e non ho trovato alcun riscontro a tali affermazione, evidentemente lei deve avere notizie di prima mano da altri canali, non capisco dove sia lo scandalo. Gli Assessori in carica al momento, per qualche coincidenza saranno pure legati da vincoli di parentela con qualche dirigente della Valguarnerese, ma è pur vero che questo è il primo contributo che la Valguarnerese prende da due anni a questa parte (per l’anno passato il contributo è stato di zero Euro), cioè da quando i suddetti assessori sono in carica. Negli anni precedenti, gli assessori erano altre persone, tra cui il padre del presidente Santamaria, e le assicuro che nonostante na non vicinanza parentale, abbiamo ricevuto contributi più puntuali e più cospicui. Quindi, prima di usare come arma di polemica elettorale la Asd Valguarnereese, che lei non annovera tra le più importanti in paese, nonostante sia la società con il più alto numero di tesserati e di squadre iscritte ai campionati federali, si informi per bene ed eviti di buttare fango gratuito su persone oneste, laboriose e disinteressate. Inoltre, la Valguarnerese non è l’unica associazione ad aver ricevuto contributi, ci sono anche la Ass. Giacomo Magno, la Sicilia Emergenza e la Valguarnera in arte, evidente anche loro ben ammanicate con l’Amministrazione Comunale.

  2. Gentile signor Oglialoro, mi preme rispondere alle sue affermazioni perché temo di essermi espresso male ed aver lasciato spazio a fraintendimenti. Che io “non annoverò l’asd valguarnerese tra le più importanti società” non l’ho mai detto né pensato e non capisco da dove l’abbia dedotto comunque a scanso di futuri equivoci colgo l’occasione per dirle che apprezzo il lavoro che svolgete quotidianamente e il notevole contributo che date alla cittadina in ambito sportivo (che senza di voi non avrebbe nemmeno una squadra di calcio). Detto ciò vorrei puntualizzare la questione dei finanziamenti in relazione al “presunto” canale preferenziale dell’amministrazione per via delle parentele. Arcangelo viene citato nella domanda per aver criticato l’assessore in maniera generica nell’intervista precedente, per quanto riguarda la critica ai “parentalismi” la fonte è stata un post di Arcangelo su facebook che sicuramente ha letto anche lei. In ogni caso non ho detto che avete ricevuto i finanziamenti, legittimamente richiesti, per queste parentele ma che un dubbio in proposito era stato espresso. Quando dico “unica associazione” intendo nell’ambito sportivo dal quale esulano le altre società beneficiarie di fondi da lei citate. Infine mi preme augurale buon lavoro e di continuare a svolgere la sua attività con l’impegno dimostrato fino ad oggi, nonostante lo scarsissimo interesse rivolto dall’amministrazione alle realtà come le nostre che faticano non poco a garantire la permanenza di spazi sportivi e ricreativi per i nostri giovani. Per questo siamo ovviamente dalla stessa parte.

  3. Angelo Gabrio Bruno ritiene vergognosa la posizione italiana nella classifica internazionale sulla libertà di stampa, riservando però una nota positiva alla stampa locale. Vuole forse affermare che a livello locale c’è più libertà di stampa che al livello nazionale? Ciò sarebbe a dir poco sorprendente, soprattutto alla luce del fatto che da queste parti nessun uomo politico si è mai dimesso in seguito ad una inchiesta giornalistica. Egli si dice d’accordo sulla anomalia che caratterizza a Valguarnera il rapporto tra abitanti e impiegati comunali (includendo i dirigenti), ma poi intende tutelarla. Ma le anomalie non si tutelano, si combattono, magari trovando soluzioni che coinvolgano non solo chi ha il posto comunale, ancorché in forma precaria, ma anche, e in modo paritario, chi il posto in generale non lo ha mai avuto o chi, lavorando nel settore privato, non gode di tutte queste attenzioni e quando perde il posto di lavoro lo fa silenziosamente. I tre possibili provvedimenti si presentano a mio giudizio come generalissimi punti programmatici che strizzano l’occhio a tutti i possibili bacini elettorali, a partire dall’associazionismo.

Comments are closed.