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Master Izzo Vol. 8: Kings of Leon, Youth & Young Manhood

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Secondo voi per fare dell’ottimo rock bisogna essere per forza fuori di melone?
Bisogna avere per forza dei look improbabili?
Serve per forza ingurgitare, fumare, iniettare, tutto quello che la chimica (che ringrazieremo sempre), mette a disposizione di noi possessori di cervelli poco usati?
La mia risposta è No! E ve lo dimostro anche:

I Kings of Leon, a dispetto del nome, sono i tipici ragazzi di buona famiglia, studiosi, amanti dei genitori e dei nonni, che vanno in chiesa la domenica, che mangiano i broccoli e i cavolfiori, detto tra noi, sono proprio una pppalla!
Ma poi, in realtà non vi ho detto ancora niente. Sapete che cosa accomuna i componenti di questa band di nerd?
Ebbene sì, portano lo stesso cognome, Followill, e non sto parlando di twitter.
I Followill, non portano lo stesso cognome per caso, ma perchè sono stati ospitati nello stesso utero, per ben 9 mesi, e poi tutti e tre cacciati, dalla proprietaria, perchè facevano troppo casino.

Nati nel Tennessee, che si trova nel sud-est degli Stati Uniti, pare che siano figli di un predicatore, che tra una minchiata ed un’altra, ha avuto il tempo di instillare nella mente dei pargoletti l’amore per le prediche. Prediche che i nostri eroi, appena raggiunta l’età della ragione (che è sempre degli stupidi), hanno trasportato nel mondo della musica.
Per chiudere il cerchio della loro estrema mancanza di trasgressività, aggiungono, come quarto componente della loro band, il cuginetto e scelgono il nome di Kings of Leon, perchè il loro nonnetto si chiamava Leon.

Il loro esordio avviene nel 2003 con l’uscita, che è sempre in fondo a destra, no scusate, quello è il bagno, ho sbagliato!
Dicevo il 7 Luglio del 2003 viene pubblicato in Gran Bretagna Youth & Young Manhood, che più che il titolo di un Album d’esordio, sembra il nome di un’azienda di traslochi.
Nella terra di nostra signora Elisabetta, i quattro nipotini di nonno Leon ottengono un grosso successo di critica e commerciale, ma per ottenerlo, hanno dovuto affermare, durante un’intervista alla BBC, che a creare il mondo non fu Dio ma Pippo Baudo.

MOLLY’S CHAMBERS

Dal primo capitolo delle prediche dei Kings of Leon:
Erano giorni molly, ma grazie al Creatore, bastò una pillolina blu per indurirli.

WASTED TIME

Già da subito avevano capito che stavano sprecando tempo. Però perspicaci i ragazzi, Eh!

CALIFORNIA WAITING

L’ennesimo brano dedicato alla California parla dell’attesa spasmodica dei californiani che dal 2003, per tutelare il loro buon nome, aspettano l’arresto dei Kings of Leon.

Una raccomandazione. Se non sei tordone, di seguire la mia rubrica non perdere l’occasione!

Un contatto con la lingua alle girl
Stima incondizionata ( ma cavolo accendi quella cazzo di aria condizionata!) ai boy, sempre se decidono di rimanere dentro al recinto.

Master Izzo \m/