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Padoan plaude al Piano Juncker Piace al ministro Padoan il Piano del prestigiatore della finanza pubblica europea Juncker

Il neopresidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ha presentato mercoledì mattina al Parlamento Europeo il suo Piano per gli Investimenti. Ecco come il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan si è espresso in proposito: “un primo passo molto importante, una svolta nella gestione della politica economica e nella capacità dell’Europa di tornare a produrre crescita e lavoro”, “iniziativa quanto mai opportuna”.

In un momento di “previsioni di crescita riviste verso il basso e di un rischio serio verso la stagnazione economica e di inflazione troppo bassa” il Piano Juncker dovrebbe scongiurare tale rischio, secondo il discorso pronunciato da Padoan all’Europarlamento. Per Padoan “Serve uno shock positivo per evitare questo rischio di stagnazione”.

“Di fronte al fallimento del mercato c’è bisogno di un’azione pubblica” e tale azione sarebbe il piano Juncker. Per Padoan ci sarebbero dei punti da chiarire: “quali saranno le implicazioni per il rispetto del patto di stabilità sui bilanci nazionali” ed “i criteri di riallocazione di queste risorse non tanto verso i singoli paesi quanto verso i progetti”. Il ministro italiano ha detto ai giornalisti, che l’Italia non ha ancora deciso se parteciperà al Fondo europeo per gli investimenti. La questione è infatti ancora da esaminare. Della serie “armiamoci e partite”!

Il ministro afferma comunque che “bisogna fare in fretta”, poiché “nei confronti dell’Europa c’è un’aspettativa crescente da parte dei cittadini, ma sono crescenti anche i rischi di delusioni”. Ha anche rimarcato che le riforme strutturali sono da farsi “in tutti i Paesi” dell’UE.

“Penso a un bambino di Salonicco che deve entrare in una scuola moderna, con i computer, penso ai servizi ospedalieri, penso al pendolare francese che potrà andare al lavoro in tram, risparmiando la benzina, migliorando la qualità dell’ambiente”, ecco come si è espresso Juncker. Si parla di un piano di investimenti da 315 miliardi, ma in realtà i miliardi sono solo 21. I 315 miliardi, per il prestigiatore neokeynesiano della finanza pubblica Juncker si otterrebbero così: “ogni euro investito ne genererà 15”. Il suo piano di investimenti sarà operativo entro giugno del 2015 e sarà pilotato dalla BEI (Banca Europea degli Investimenti).

La scelta dei progetti sarà affidata ad esperti e servirà per “drenare denaro verso i Paesi che più hanno sofferto per la crisi”. Per Juncker “L’Europa sta girando pagina dopo anni di sforzi per promuovere la credibilità fiscale e le riforme”. Nel suo discorso ha detto che gli investimenti complessivi in Europa sono “370 miliardi sotto il livello pre-crisi”.

Juncker ha evidenziato come sia “importanza essenziale eliminare gli ostacoli burocratici” per “creare le condizioni per gli investimenti”. Ha detto che “In Europa c’è un paradosso enorme: nonostante la liquidità nelle banche, gli investimenti non rimbalzano”. Ha anche detto che “Il Piano non va politicizzato, spero non ci siano giochi politici. È un progetto per attirare e ottimizzare investimenti.” Ai giochi politici, infatti, il mago Juncker preferisce i suoi giochi di prestigio finanziari.

Massimo Messina