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Angelo Bruno sull’8 Marzo Il giovane politico valguarnerese invita ad una più seria riflessione sul tema

Oggi 8 Marzo ricorre la Giornata internazionale della donna, detta comunemente, quanto erroneamente, Festa della donna. Ricorrenza celebrata in Italia per la prima volta nel 1922 per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui sono ancora oggetto in molte parti del mondo. Abbiamo parlato del significato di questo giorno con Angelo Bruno, tra i candidati più giovani e quotati delle amministrative valguarneresi della prossima primavera. Bruno afferma: “Abbiamo trasformato la Giornata internazionale della donna in una festa, da qui si comprende come nell’immaginario comune, questa sia spesso percepita appunto come una festa e non come un reale e intenso momento di riflessione sulle condizioni passate e attuali della donna. Oggi le donne dovrebbero festeggiare cosa? Purtroppo la nostra società ha poco da festeggiare. Certamente la donna del nostro tempo ha di che dolersi per la condizione di subalternità a cui è costretta e soprattutto per la non riconosciuta emancipazione e uguaglianza che merita e per cui ha lottato una intera vita. La donna ha dovuto, troppo spesso, accontentarsi di un ruolo di eterna ombra dietro l’uomo. Ha dovuto subire angherie, soprusi, violenze; l’essere femmina l’ha costretta a limitarsi e a non esprimersi al meglio perché la società non glielo ha permesso. Non mi sento affatto di festeggiare oggi la normalità della diversità, non è affatto nel mio carattere. Se pensiamo al numero di Violenza travestita da amore compiuti nella civilissima Italia negli ultimi anni, ai gravi soprusi nel mondo musulmano o a una nazione come l’India dove il problema della violenza contro le donne, contro le bambine, ha raggiunto da tempo punte allarmanti abbiamo solo tante brutte notizie su cui riflettere, altro che festeggiare”. Il giovane Bruno, che ci tiene a ricordare che già qualche anno fa scese in piazza con il Movimento Nuova Informazione per una campagna contro la violenza sulle donne, conclude: ” Hack, Montalcini, Melato, Castellina, Bonino, Annibali, Iotti, Morante, Gianotti, Lisi, Rame, mia madre, le mie amiche e tutte le altre donne oggi da me non verranno festeggiate ma AMMIRATE. Donne coraggiose che con forza non si arrendono nella lotta contro la precarietà, contro i pregiudizi e le innumerevoli difficoltà, dobbiamo ammirarle e ringraziarle per tutto questo, non solo oggi ma continuamente”.

È confortante notare che anche nella nostra comunità c’è qualcuno a cui sta a cuore questo tema che molti reputano futile e marginale. In verità dalla maggior parte questo argomento non sarebbe neppure preso in considerazione se non ci fosse un giorno preposto a farlo e che è comunque vissuto in maniera assolutamente frivola e superficiale. Speriamo che arrivi al più presto il momento in cui non servirà una celebrazione per ricordarci che dobbiamo semplicemente rispettare le nostre madri, sorelle, figlie e amiche.

Carmelo Vella