Crea sito

Luigi Bascetta (CSA) contro l’Amministrazione comunale di Valguarnera Ancora sul caso dei dipendenti comunali precari in attesa di stabilizzazione

Ci siamo occupati del problema della stabilizzazione dei 42 dipendenti del comune di Valguarnera con contratto a tempo determinato (la cui scadenza è prevista per il 31 dicembre 2014) con un editoriale del 31 ottobre scorso, Macelleria sociale. Il rapporto 2014 sul personale dei comuni italiani curato dall’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e dall’IFEL (Istituto per la Finanza e l’Economia Locale) esibisce dati significativi da cui emerge una gestione del personale comunale differenziata da regione a regione. Il caso siciliano non figura tra quelli virtuosi. Ed è proprio alla «malagestione» e alla «malaspesa», sia al livello comunale che regionale, che Luigi Bascetta, coordinatore provinciale CSA, imputa i reiterati rimpalli nella stabilizzazione dei 42 dipendenti comunali valguarneresi: «I sindacati confederali e l’Amministrazione […] hanno silenziato e narcotizzato anche quei pochi, pochissimi lavoratori precari che avrebbero voluto ribellarsi con l’inciucio del piano triennale delle assunzioni (altra amenità gestionale di cui l’Amministrazione si dovrà fare carico nei prossimi giorni) e con la speranza (ormai ventitrennale) di una stabilizzazione che viene rimpallata e addebitata solo ed esclusivamente alla Regione Sicilia, altro ente azzavorrato da malaspesa e da malagestione […]». Ricordando le condizioni normative attuali (in particolare la Legge 125 del 2013 e la Legge regionale 30 del 2014) per le quali «le procedure di stabilizzazione dei precari prevedono dei vincoli tali per cui moltissimi lavoratori ne resteranno esclusi», l’accusa di Bascetta all’attuale amministrazione valguarnerese è precisa: «nessuno ha il coraggio di dire che l’amministrazione comunale avrebbe potuto già stabilizzare tutti i precari con un semplice atto amministrativo: azzerare tutte le posizioni organizzative che sono figure inutili, carissime e spropositate per un paese che è ormai allo sbando e prossimo alla catastrofe economica e sociale. Pertanto di fronte alle mille auto-celebrazioni di questa amministrazione e tra i mille proclami di Crocetta non c’è traccia di una paventata soluzione per le migliaia di precari che resteranno senza lavoro tra poco più di un mese».