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Primi passi con SdlBasic

Incominciamo ad usare il linguaggio di programmazione SdlBasic. Preferisco usare il suo IDE ufficiale, ma, come ho già scritto, qualsiasi editor di testo può essere usato per scrivere codice in Sdlbasic. Da consigliare, comunque, quelli che permettono di essere configurati in maniera tale da poter eseguire il codice dalla loro stessa interfaccia grafica, come, ad esempio Bluefish o, con un po’ di lavoro in più (ma anche con maggiori funzioni), Geany. Se si ha necessità di leggerezza da consigliare certamente sdlbedit (per GNU/Linux, da riga di comando) segnalatoci dallo stesso Roberto Viola con un commento al post della settimana scorsa di Età dello “sviluppo”.

Chi conosce almeno un po’ l’inglese può accedere alla documentazione dal sito web di Sdlbasic. Essa è anche accessibile dall’IDE ufficiale premendo il tasto F1 o cliccando sul menù Help e cliccando poi su “Quick Help” e su “sdlBasic Reference Guide”. Per chi volesse accedere così facilmente alla Quick Help in italiano dovrà semplicemente modificare il file /etc/sdlbasic/sdlBasic.properties con un qualsiasi editor di testo (purché aperto con i privilegi di root, da usare sempre con estrema cautela), sostituendo la parola “english” nella seguente riga con la parola “italiano”.

command.help.*=$(BROWSER) “file:/usr/share/doc/sdlbasic/english/QuickHelp.html”

Se si usa Windows la procedura sarà la stessa, ma nella riga seguente:

command.help.*.sdlbas=explorer $(BASEDIR)\share\doc\sdlBasic\english\QuickHelp.html

Come ho già scritto, punto di forza di SdlBasic è la facilità con la quale si può gestire la multimedialità. Incominciamo così ad esaminare i comandi relativi alla grafica. Usando Basic-256 avevamo a disposizione un output grafico alquanto limitato, mentre con SdlBasic non avremo alcun problema simile. Il comando per impostare i parametri del display grafico è setDisplay. Scrivo così il comando per comodità di lettura, accettando la grafia della documentazione ufficiale, ma SdlBasic non è case sensitive, come si dice in inglese, e ciò significa che potremo scrivere i comandi tutti in minuscolo (usando come esempio l’unico comando che conosciamo fino ad ora: setdisplay), tutti in maiuscolo (SETDISPLAY) o con caratteri in parte in minuscolo ed in parte in maiuscolo (setDisplay, coma abbiamo già visto).

La sintassi del comando setDisplay è la seguente:

setDisplay(larghezza,altezza,profondità,modo)

Per “larghezza” ed “altezza” qui si intendono quelle del display. La “profondità” è quella dei colori e può assumere i valori 8, 16 e 32:

  • 8 per avere 256 colori,
  • 16 per averne 65.536,
  • 32 per averne 16.777.216.

L’ultimo parametro, modo, può assumere i valori 0, 1 e 2:

  • 0 per ottenere il fullscreen (espressione inglese che significa schermo intero),
  • 1 per avere una finestra fissa
  • 2 per una finestra ridimensionabile.

Provate adesso ad eseguire il seguente codice:

setDisplay (800,480,32,2)

prints (“Ciao, mondo!”)

wait (1000)

Il comando prints serve per scrivere testo nel display grafico, mentre il comando wait ferma l’esecuzione del programma, nel caso in esempio per 1000 millisecondi. Provate a togliere l’ultima riga ed a eseguire: non potrete visualizzare la stringa “Ciao, mondo!”.

Massimo Messina